La produzione di cappelli di paglia è una delle attività tradizionali più antiche e rinomate nel territorio fiorentino. Vivace già nel corso del XVI secolo, il cappello di paglia conobbe il massimo del suo splendore a partire dal Settecento quando si impose nella moda contemporanea come un oggetto immancabile nei guardaroba più eleganti dei signori di tutto il mondo occidentale. Questa attività, seppure ridimensionata, non è scomparsa e si affida oggi alle mani di sapienti modiste che ripropongono gesti identici da oltre 150 anni per dar vita a un prodotto di esclusiva qualità.
Cosa sarebbe del nostro immenso e prezioso patrimonio cartaceo, se non ci fossero le abili e pazienti mani dei restauratori specializzati in questo settore? Il recupero di una carta inizia a partire da un'analisi visiva dell’oggetto, per poi passare ad una prima pulitura a secco, quindi allo sbiancamento e alla pulitura a umido con acqua demineralizzata e, nei casi più ostinati con lo sbiancatore a base di acqua ossigenata. Per riparare strappi e parti mancanti si usa una carta contemporanea a quella del documento su cui si lavora, che va pazientemente scelta fra le infinite varianti di colore e composizione.
La Primavera di Sandro Botticelli, l'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, l'Annunciazione di Leonardo da Vinci. Siamo abituati ad ammirare queste splendide opere, spesso ignorando le magnifiche cornici all'interno delle quali si trovano racchiuse. Una delle attività più fiorenti del centro storico fiorentino è proprio quella dei corniciai che, oggi come ieri, armati di sgorbia e bulino, trapano e compasso, lima e foglia d'oro, realizzano interamente a mano oggetti di magistrale fattura e bellezza.
La tessitura è una delle lavorazioni più antiche della storia dell'umanità. Seppure oggi non si possa parlare di un vero e proprio settore produttivo, la tessitura a telaio è praticata per la ricostruzione di tessuti antichi di particolare pregio e per riproporre tipologie tessili che non potrebbero mai essere realizzate a macchina. Trama e ordito si mischiano riga dopo riga assecondando la creatività del tessitore e dando luce a un prodotto unico, sempre diverso e di ineguagliabile fascino.
Antichi palazzi cittadini, eleganti residenze di campagna, ma anche piccoli appartamenti e ambienti moderni sia pubblici che privati. La decorazione pittorica di interni con le sue infinite e raffinate tecniche è oggi un patrimonio di tutti e si adatta agli ambienti più diversi grazie alla creatività e alla maestria del decoratore. Stucco, intonaco, affresco, tempera, encausto: oggi come ieri la decorazione è in grado di rendere un ambiente unico e immortale.
L’antica tecnica del “commesso”, conosciuta anche come “mosaico fiorentino”, utilizza la bellezza cromatica delle pietre dure per creare composizioni suggestive. Fiori, animali, creature fantastiche e decori trasformano tavoli, pannelli e consolle in vere e proprie opere d’arte. Fiorito nel Cinquecento per iniziativa della famiglia Medici, il commesso, insieme alla lavorazione artistica della “scagliola”, simile per effetti ma differente per materiali impiegati, sopravvive ancora in alcune botteghe artigianali fiorentine.
La tradizione ceramica toscana risale al medioevo e si sviluppa in numerosi piccoli centri tra cui Montelupo Fiorentino. La produzione artigianale di questo centro, attraverso i secoli, si è distinta per la creazione di vasi, piatti, orci e piccoli manufatti decorati con stemmi, sigle, figurazioni, paesaggi e volti ornati da decorazioni geometriche, foglie, frutti e fiori dalle colorazioni intense. La tradizione ceramica di Montelupo continua ancora oggi nelle molte botteghe che animano il centro storico e che ripropongono produzioni dai decori tradizionali, insieme a linee contemporanee.
Volterra ha visto nascere la lavorazione dell’alabastro con la civiltà Etrusca, divenendo nel tempo il più importante centro di lavorazione dell’alabastro. L’alabastro, sensibile e fragile, ha bisogno soprattutto della mano dell’uomo per prendere vita. Nei bianchi laboratori, ogni giorno s’inventano forme tra arte e artigianato. Il fascino degli oggetti in alabastro viene dall’unicità della materia prima e dalla genialità di progettazione. L’alabastro è una materia viva: fragile e trasparente come il vetro, plastica e resistente come la pietra.
Da secoli Firenze eccelle per la lavorazione dei metalli preziosi. Oro ed argento che, da sempre, hanno avuto grande importanza nella decorazione delle opere d’arte e delle architetture cittadine. Una tradizione di eccellenza consacrata dalla fondazione delle Officine Granducali, nel 1572, con l’arrivo di argentieri e gioiellieri da ogni parte d’Europa impegnati nella creazione di oggetti di lusso per la corte medicea. Oggi gli argentieri fiorentini continuano ad innovare questo settore tradizionale di lavorazione riproducendo monili ed oggetti in forme classiche, ma anche sperimentando soluzioni contemporanee in creazioni originali.
In Toscana esiste una zona conosciuta come “Boemia d’Italia” per la produzione di vetri e cristalli di altissima qualità. Oggetti di impalpabile trasparenza che vengono prodotti a Colle Val d’Elsa, cittadina non distante da Siena. La tradizione del cristallo eredita ed applica le stesse tecniche di lavorazione del vetro, già sviluppate nella zona fin dal XV secolo, ma sboccia letteralmente nel XX secolo, quando viene messa a punto l’esatta formula del cristallo a piombo. Il cristallo è oggi a Colle Val d’Elsa fattore di identità culturale ed espressione di una tradizione costantemente rinnovata nelle forme e nel design.
La tradizione toscana della pelle e del cuoio fiorisce con una produzione eccellente e diffusa a metà strada tra Firenze e Pisa, in quello conosciuto come “comprensorio toscano del cuoio”. Dalla nascita del primo impianto conciario a Santa Croce, nella prima metà dell’Ottocento, a partire dagli anni ’50, il successo della lavorazione è tale da diventare fenomeno industriale ed artigianale al tempo stesso. Le abilità artigiane nella lavorazione di questi materiali sono oggi diffuse ovunque in Toscana, con la produzione di scarpe, borse, accessori e abbigliamento di altissima qualità.
L’antica arte di plasmare il ferro, reso duttile dal fuoco e ripetutamente battuto a martello, ha conosciuto nei secoli una infinita quantità di applicazioni. Il mondo dell’agricoltura prima di tutto, quello della caccia, della guerra, degli oggetti d’uso. Negli anni quest’arte si è sempre più raffinata e ha trovato applicazioni nell’architettura, nell’arredamento e spesso nell’arte. In Toscana, regione strettamente legata alle sue origini rurali, l’arte fabbrile è una tradizione radicata tanto che da alcuni anni le è stato dedicato anche un campionato europeo: la biennale europea dell’arte fabbrile di Stia.
